Migdan (la fuga)

Il gesto di Migdan il centauro, la sua fuga verso le pianure dell’ovest subito prima della colazione con il vicepresidente sulla Quinta Strada, aveva generato nell’opinione pubblica un misto di ammirazione e frustrazione. Il miracolo biomedico, divenuto in breve una divinità in terra, aveva abbandonato ogni gloria per la propria libertà, per seguire la propria natura selvaggia.

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Deserto

Oggi che il vento soffia da nord il cielo al tramonto ospita un sole opaco, offuscato dai fumi dalle raffinerie.
Ruan e Log, due ragazzini sugli undici anni, se ne stanno attaccati sotto un overcraft a impulsi elettromagnetici, sospesi a 20 cm dal suolo, ancorandosi con le mani e con i piedi alle scanalature dello scafo del mezzo. Lo hanno agganciato ormai da una trentina di minuti a uno degli snodi di raccordo che conducono dalle fabbriche alla città.

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Migdan

Il problema centrale è, era, ed è sempre stato il collegamento dei due tronconi di midollo. Il reale passo in avanti era l’innesto di cellule staminali e rigenerazione nervosa tramite processo di anastomosi vascolare e growing factor, che si andava ad aggiungere al protocollo di raffreddamento della parte superiore del corpo del ricevente e quella inferiore del donatore e al successivo processo di microsutura nervosa e muscolare dopo aver preventivamente spruzzato la zona di adesione con glicole polietinelico, atto a innescare l’adesione delle membrane cellulari.

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