Google “Standalone”, l’headset per Virtual Reality, dovrà attendere ancora

Google standalone resta in cantiere, mentre il colosso del web si prepara a lanciare la piattaforma Daydream in autunno

È possibile unire realtà virtuale e realtà aumentata? Sembrerebbe di si. Google secondo voci non ufficiali, avrebbe fatto trapelare la più recente materia di studio degli sviluppatori di Mountain View, reduci dal fallimento dei tanto agognati ma mai visti Google glass. Si tratta del visore Google“standalone”, uno strumento simile ai suoi omologhi Oculus Rift e HTC Vive.Il nuovo dispositivo sarebbe stato pensato per proporre qualcosa di diverso da quello che attualmente si trova sul mercato, mediante l’inaspettata fusione di due tecnologie emergenti, Virtual Reality (VR) e Augmented Reality (AR) appunto.

La smentita da Google però, arriva presto: nessun nuovo visore in programma, almeno per il momento. Il colosso del web si starebbe concentrando infatti su Daydream, progetto di VR lanciato a fine maggio ma sul quale pendono ancora numerosi interrogativi, come quelli concernenti i partner che abbiano assistito il motore di ricerca nella realizzazione dell’hardware. Alla piattaforma per realtà virtuale ad alta definizione su smartphone (hight quality mobile VR), la cui inaugurazione è attesa in autunno, sarà infatti associato un apposito headset dal design ancora ignoto. Il visore Daydream quindi, al pari dei suoi omologhi, avrà bisogno del supporto del telefono. Non è un caso se il rilascio sia stato calendarizzato con l’uscita di Android Nougat 7.0 .

CatturaGooglevr

Samsung, HTC, Alcatel, Asus, Huawei, Xiaomi, LG e ZTE… tutti i migliori brand hanno intenzione di rendere i cellulari compatibili con Daydream, riferisce Google.

Anche per queste ragioni Google standalone apparterrebbe ad un altro universo tech.
Sono infatti gli esperti a dire che il casco standalone sia in grado di funzionare in completa autonomia, grazie ad un sistema operativo lungimirante, al quale avrebbero lavorato almeno 50 persone all’interno di Google X (il laboratorio di ricerca di G.). Molto probabilmente la scelta di attendere è motivata dalla molteplicità di progetti ambiziosi che gravano sulla Compagnia, che preferisce investire in app, giochi e servizi in grado di sfruttare i media emergenti, anzichè impegare tempo e denaro nella creazione di costosi hardware.

Valentina Barretta