La smart city americana parlerà italiano

C’è anche l’ENEA nel piano lanciato dalla Casa Bianca per le nuove Smart City statunitensi.

«Se saremo in grado di rimodellare il nostro governo aprendoci alle collaborazioni tra il settore privato, le organizzazioni no profit e le istituzioni attraverso la tecnologia, i dati, i social media e unendo le forze di tutti, non esisteranno più problemi difficili da superare per questo Paese» Barack Obama

Si apre così il comunicato stampa della Casa Bianca che annuncia un investimento di 80 milioni di dollari e il raddoppio del numero delle città che Washington annetterà al programma Smart Cities Initiative per trasformare le città americane in Smart City, laboratori dell’innovazione attraverso misure e iniziative finalizzate a raccogliere le sfide del futuro: sostenibilità, risparmio energetico, Big Data, intelligenza artificiale.

Il programma Smart Cities Initiative è stata lanciato lo scorso anno con l’obiettivo di valorizzare le differenze tra le comunità locali e aiutarle a superare i disagi legati al traffico, al crimine, alla recessione economica, alle conseguenze del cambiamento climatico e alla mancanza di servizi adeguati.

Una vera e propria operazione di innovazione attraverso i moderni mezzi tecnologici a cui è stata chiamata a partecipare anche l’Italia con ENEA-Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, che in casa ha già sviluppato numerosi progetti e partecipa a diverse reti di ricerca sulle Smart City.

La parola chiave è interoperabilità. Ancora una volta l’eccellenza della ricerca italiana diventa protagonista di importanti innovazioni all’estero, cambiamenti che avvengono con una rapidità che qui sarebbe difficile anche solo immaginare. Entro l’estate 2017 tutte le istituzioni coinvolte dovranno implementare uno schema di riferimento basato sull’Internet delle cose (Internet of Things-Enabled Smart City Framework), il ruolo dell’Enea sarà quello di individuare le modalità di comunicazione e integrazione tra tecnologie, architetture e linguaggi, ovvero il modo in cui i servizi urbani si scambieranno le informazioni, per dirlo con una parola: l’interoperabilità.

Oltre all’ENEA e alle americane NIST, American National Standards Institute (ANSI), U.S. Green Building Council (USGBC), le istituzioni coinvolte sono le due europee European Telecommunications Standards Institute (ETSI) e FIWARE e la coreana Ministry of Science ICT and Future Planning.

Virginia Marchione